felsineaCarpClub

Vai ai contenuti

Menu principale:

Suviana

Itinerari
 
 
 
Bacino di Suviana

Avendo presentato il Bacino del Brasimone, , non poteva mancare come naturale prosecuzione il Bacino di Suviana, molto simile al precedente con il quale condivide molte funzioni tra cui spicca la produzione di energia elettrica. Come già spiegato questi invasi artificiali per assolvere alla produzione di energia travasano milioni di metri cubi di acqua da uno all’altro con un conseguente livello instabile che è molto più evidente al Brasimone essendo di dimensioni più ridotte, ma anche Suviana ha questa escursione di livello che comunque non disturba le carpe, anzi… I dislivelli si verificano con regolarità la mattina, a seconda delle esigenze produttive la crescita del lago può durare dalle 07,00 alle 13,00 ma come dicevo si può considerare una escursione trascurabile vista l’estensione lacustre, ma soprattutto esso è spesso il preludio ad un notevole interesse di tutti i pesci alla ricerca di cibo, in particolare a noi interessano le carpe e i dislivelli sono spesso preludio a una partenza.. Durante la notte naturalmente il lago cala per trasportare acqua che verrà poi immessa alle turbine, in questa situazione si depositano insetti e altre interessanti prodotti vegetali sulle sponde che vengono allagate in mattinata e sono frequentemente visitate da qualsiasi razza di pesci, carpe incluse, e viste le generose profondità del lago il marginale è davvero interessante. Ma per concludere la presentazione del lago volevo dare alcune date interessanti da cui trarre indicazioni per i tempi necessari all’accrescimento della fauna ittica, nel 1910 si dette inizio alla diga del Brasimone, utile anche alla costruzione di una strada di collegamento tra Camugnano e Castiglione, più a valle fu costruita una seconda diga nei pressi della chiesa di S.Maria per la produzione di energia elettrica. Dieci anni più tardi fu costruito il bacino di Pavana per elettrificare la tratta Ferroviaria Porrettana, e nel 1928 iniziarono i lavori di sbarramento necessari alla costruzione di Suviana, lavori che terminarono nel 1933 consegnandoci la diga, allora, più alta di Italia ben 97 metri e l’anno successivo iniziarono le immissioni di lucci, trote e carpe. Visto che sono state catturate trote fario di sette Chili e lucci di oltre venti, visti con i miei occhi, in questi settanta anni anche le carpe hanno trovato un ambiente adatto al loro accrescimento, sono state stimate carpe di trenta Chili, direte come? semplicemente osservandole poco sotto la superficie dell’acqua, in riserva di pesca naturalmente. Questo fenomeno si verifica spesso e maggiormente in Primavera avanzata, quando le carpe tendono a raggrupparsi per la frega, il comodo luogo di osservazione è il muro della diga da dove si possono vedere, con il cuore in gola, stupende carpe cuoio e regine davvero enormi e qualche amur anch’esso di dimensioni extra large. In questo punto la pesca oltre che vietata è anche impossibile visto che ci troviamo nella gola più profonda del lago in corrispondenza del muro della diga, parliamo di circa settanta metri di acqua, la riserva di pesca si estende a sinistra per circa 800 metri e a destra per circa 200, per altro molto ben segnalato. Un altro punto dove la pesca è vietata è alla base dei tubi di trasporto dell’acqua, sia a destra che a sinistra per circa 500 metri, attenzione perché i controlli sono regolari e severi, a questo punto ben vengano se si devono verificare liti tra carpisti per una postazione come è avvenuto al Brasimone. Le regole di pesca prevedono, essendo acque di categoria C, l’utilizzo di una sola canna dall’alba al tramonto, il limite di un Chilo di esche (considerata anche la pastura) il divieto di pesca notturna, di campeggio e di pesca in Riserva, le regole sono fatte rispettare da un controllo davvero severo da parte delle Guardie venatorie che pattugliano frequentemente il lago, molto più che al Bacino del Brasiamone, per intenderci. La concessione della pesca notturna al Brasiamone ha dimostrato, come speravo, che la pesca notturna è tutt’altro che dannosa per i pesci e l’ambiente e questo sarà uno dei motivi che porterò in Regione per chiedere la autorizzazione alla notturna anche a Suviana ed in un tratto del Fiume Reno, sono convinto che a breve raggiungerò un obiettivo che mi ero posto da cinque anni, e questo dimostrerà che siamo pescatori corretti e determinati. Ma veniamo alla descrizione del Lago e di come affrontarlo, pescare in giornata non è così riduttivo come si potrebbe pensare, si hanno buone possibilità durante tutto il giorno specialmente se il cielo è nuvolo o addirittura piove, meglio con vento sostenuto da Nord qualche sacrificio è utile a raggiungere un sogno. A proposito delle condizioni meteo è utile ricordarsi di avere sempre qualche indumento pesante e una giacca a vento, trovandoci ad oltre 1000 metri le variazioni climatiche sono frequenti, tipiche delle zone Appenniniche, accompagnate spesso da forte vento sia prima che dopo il loro verificarsi e il vento abbassa ulteriormente la temperatura percepita dal nostro corpo, pensiamo che un vento di 30 nodi ci fa percepire una temperatura inferiore di 10 gradi rispetto a quella reale. Per conoscere meglio il lago facciamo una passeggiata lungo le sue sponde che sono in gran parte accessibili, ombreggiate dalle folte pinete e dalle faggete, anche per questo meta di numerosi vacanzieri da Giugno a Settembre, ahimè, che non disdegnano tuffi e schiamazzi uniti a colonne di fumo per succulente grigliate, ma c’è posto per tutti. Dall’arrivo sulla diga girando a destra si arriva alla zona dove termina la riserva e c’è un approdo per salpare barche e canoe, è permessa la navigazione escluso il motore e la pesca dalla barca, qui siamo in presenza di un fondale che degrada velocemente verso il centro lago e a venti metri di distanza da riva siamo sopra i dieci di profondità. Proseguendo si incontrano una serie di anse che possono essere utili a ripararsi dal vento se dovesse essere molto intenso ma in quanto a catture non sono mai state prodighe, zona invece molto interessante è la spiaggia del vecchio campeggio, ampia e con un fondale molto più dolce che ci permette di lanciare anche a oltre venti metri per pescare in sette circa, il tutto è suscettibile dal livello del lago in quel momento. Altra zona interessante è un Chilometro dopo scendendo da una ripida stradina sterrata che ci porta in uno spiazzo con un fondale regolare di circa otto metri, in questo punto il lago è attraversato da una fila di boe e di fonte a noi ci sono i verdi tubi che si arrampicano sul fianco della montagna. L’entrata in funzione delle turbine renderà difficoltosa la pesca per un notevole spostamento dell’acqua che trascinerà anche laa numerosa legna galleggiante e il nostro piombo se non adeguato, attenzione anche all’imbocco per la diga di Pavana a circa trenta metri da riva e sommerso, esso è contornato da una ringhiera, e un muro in cemento. Da questo punto le sponde diventano impraticabili e le pareti verticali di roccia svelano fondali a picco che portano alcune centinaia di metri più avanti alla vena che alimenta il lago, il fiume Limentra, passando dalla parte opposta la stessa situazione fino a poco prima dei tubi dove abbiamo detto iniziare la Riserva. Una struttura di ristoro e noleggio Surf, da qui c’è un tratto interessante per tutti, intendo anche per i bagnanti ed è quindi meglio mirare a questo luogo in Autunno, anche qui abbiamo un fondale che degrada lentamente e costituito da rocce e sassi, caratteristica di quasi tutto il lago. Proseguendo credo si possa parlare della sponda più bella di Suviana, i Pini e i Faggi arrivano fin sulla sponda creando immagini suggestive di verde e acqua cristallina, il fondale è di grosse rocce e piuttosto irregolare, ottimo per insidiare le carpe anche durante le ore centrali del giorno, in questo punto l’accesso è molto semplice. Dove invece è davvero impegnativo arrivare alle sponde è poco dopo ai margini della riserva della Diga, bisogna discendere un impervio sentiero per arrivare ad una roccia a picco sull’acqua, consigliato il marginale visto che siamo in prossimità del punto più fondo. Come affrontare invece dal punto di vista strettamente tecnico la pesca è abbastanza elementare, questo è un lago molto grande che ben poco è stato sfruttato dal punto di vista alieutico, i pesci enormi citati in precedenza non sono stati catturati con regolarità ma sporadicamente, senza dubbio ci sono ma non è mai stata fatta una pesca scientifica, ammesso che la nostra lo sia. Quindi bando alle pasturazioni massicce per proporsi, se possibile, con modiche quantità di granaglie e boiles sbriciolate per almeno tre giorni prima di pescarci, dicevo se possibile perché andare a pasturare per tre volte percorrendo la Porrettana è sicuramente faticoso specie se dopo una giornata di lavoro (vero Cristian?). Pesca con boiles singola o qualche chicco di mais pop-up, ma come sempre sostengo qualche nocciolina tigrata nella pastura per abituare le carpe a riconoscerle e tentare la pesca con esse ha risolto molte delle mie ultime sessioni di pesca, a questo proposito vorrei chiarire una cosa. Nessuno ha detto che sia un’esca infallibile la tiger nut, ma molto spesso vincente perché naturale e non indigesta, naturalmente se preparata a dovere e proposta adeguatamente, ammollata per almeno tre giorni e cotta per un ora in acqua dove resterà a raffreddarsi, miscelata a 2/3 di mais e pasturata in zona per almeno tre giorni, con queste piccole regole sono sicuro che anche gli scettici mi daranno ragione, basta crederci, e applicarsi. Tornando alla pesca anche le tiger nut le preferisco in montatura pop-up con qualche rondella di sughero, accompagnati da qualche fiondata di mais e pellet alla canapa, se i cavedani dovessero divenire intraprendenti è meglio rinnovare spesso questa pasturazione pur contenendo le dosi. Una ultima occhiata alla montatura, dove il piombo da me preferito è a pera schiacciata o oliva ma rigorosamente in line, questo per cercare di sfuggire agli incagli durante il recupero contro le numerose rocce, eventualmente utilizzando il galleggiante scorrevole a circa 5/7 metri dalla montatura fermato da un nodo come meglio descritto sull’articolo del Brasimone. Al Bacino di Suviana si può accedere da Bologna risalendo la valle del Reno con la Statale 64 Porrettana fino a Riola dove si gira a sinistra verso Castel di Casio, seguendo i cartelli per Suviana, in alternativa si può percorrere l’Autostrada A1 uscendo a Pian del Voglio, poi in direzione di Castiglione dei Pepoli raggiungendo il Bacino del Brasimone e percorrendo la strada che lo congiunge a Suviana.

                                             Dodi Alessandro

 
Torna ai contenuti | Torna al menu